Exibart.com – Alberghi ad Arte | Piazza di Spagna 9

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Exibart.com – Alberghi ad Arte

Piazzadispagna9 è la sede della mostra in corso, “Sobrevuela” di Maria Angeles Vila Tortosa(fino a maggio e a cura di Silvia Litardi). L’ideatrice dello spazio, Stefania Grippo, innova l’estetica del contemporaneo con un display che coniuga pittura e design, artigianato e business.

Qui non è ricettività la parola d’ordine, né ospitalità con panorama mozzafiato su una delle più celebri piazze di Roma, ma living gallery, abitare una galleria di arte contemporanea con tanto di opere in vendita. E tutto questo succede nei suoi 400 mq. Gli ospiti dell’hotel possono incontrare tele alle pareti, oggetti di design, cosy chair, side table e specchi cellulari disegnati da Guerraz, rari totem di Seni Camara, consolle di Gary Gunderson. E da adesso e fino a maggio anche valigie, fotografie, bauli, poesie a parete di Maria Angeles. Tutta l’operazione, che si prospetta avere un seguito, ha di rilevante che il contenitore d’arte  non è solo una galleria, ma pure un hotel. Piazzadispagna9 ha aperto i battenti a marzo con l’inaugurazione della mostra di Maiorano, ma quello che si mette in campo è una sorta di home gallery, una delle ultime tendenze in fatto di luogo d’esposizione.

Dimora d’artista, l’edificio fino al 1800 ospitava il pittore tedesco Franz Catel, poi non è diventata una casa museo (come tanti a Roma) o una biblioteca (come la Hertziana) ma piuttosto una dimora esclusiva. E la collezione che c’era (ora presso la Fondazione a Trastevere) ricomincia adesso partendo dal design limited edition per finire con chaise longue. L’altra novità sta nel fatto che ora le opere arrivano anche dalla Spagna. Più precisamente da Valencia (dove Maria Angeles è nata nel ‘78) e finiscono nel cuore del potere spagnolo della Roma barocca, tra l’ambasciata, la scalinata dedicata alla Spagna e il palazzo di Propaganda Fide.

Il percorso espositivo prevede un corpus di opere realizzate tra il 2009 e il 2014. Tra tutte, laCaja habitada, un baule (è in legno grezzo) raccoglie pezzi di vita e fotografie nonché tutto il senso della mostra. L’invito è chiudere la valigia e partire o aprirla. Così la spiega l’artista: «Da piccola passavo ore a giocare con una borsa di mia madre, piena di foto di famiglia, lei la usava al posto dell’album. Ricordo che le guardavo e creavo, nel mio immaginario, piccole storie attorno a loro. Ad un certo punto della mia vita ho sentito il bisogno di tornare a quelle foto e ho analizzato la mia memoria partendo da questo archivio personale che, attraverso l’arte, è diventato universale».

Prossimamente Maria Angeles Vila Tortosa sarà al museo Bilotti di Roma con un progetto di Cultura Domestica in cui affronta la vita materna.

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